L’agrivoltaico rappresenta una delle soluzioni più interessanti per la transizione energetica in Sicilia, perché consente di integrare la produzione di energia solare con l’attività agricola, evitando il consumo esclusivo di suolo. Grazie all’elevata radiazione solare e alla disponibilità di terreni agricoli, l’isola è diventata un territorio strategico per questo tipo di impianti.

Negli ultimi anni sono stati avviati numerosi nuovi progetti agrivoltaici, sia di grande che di media scala, soprattutto nelle province di Catania, Enna, Palermo e Siracusa. Questi impianti utilizzano strutture sopraelevate o distanziate che permettono la coltivazione di ulivi, cereali, foraggi e ortaggi sotto i pannelli fotovoltaici, migliorando in alcuni casi anche la protezione delle colture da stress idrico e temperature estreme.

I progetti più recenti prevedono inoltre sistemi di monitoraggio agricolo, irrigazione efficiente e, in alcuni casi, accumuli energetici per rendere la produzione più stabile. Gli investimenti sono sostenuti da incentivi nazionali ed europei, con l’obiettivo di aumentare la produzione di energia rinnovabile senza penalizzare il settore primario.

 

Blog agricoltura sicilia

Non mancano però le criticità: alcune comunità locali esprimono preoccupazioni legate al paesaggio, alla reale compatibilità agricola e alla concentrazione di grandi impianti. Per questo il futuro dell’agrivoltaico in Sicilia dipenderà dalla qualità dei progetti, dal coinvolgimento degli agricoltori e da una pianificazione equilibrata del territorio.

 

Il sistema agrivoltaico e' una variante del sistema fotovoltaico a terra. in questo caso  cambia l'ottica del produttore e l'ottica del sistema di installazione.

In questo caso i pannelli sono vicini al terreno e si devono ancorare al suolo.

Zavorre per fotovoltaico

Le zavorre negli impianti fotovoltaici a terra servono soprattutto per dare stabilità ai pannelli, praticamente li tengono fermi senza dover fare fondazioni invasive o scavare mezzo campo. In sostanza fanno da peso, di solito sono blocchi in cemento, e impediscono che il vento forte possa sollevare o spostare le strutture, cosa che può succedere facilmente in certe zone più esposte.

Un altro aspetto importante è che l’installazione risulta molto più veloce, perché si usano strutture già studiate, autoportanti, quindi si appoggiano e si posizionano senza lavori troppo complessi. Questo significa meno tempo in cantiere e anche meno costi, che non è un dettaglio. Inoltre non serve forare il terreno o fare scavi profondi, le zavorre si appoggiano direttamente a terra o su basi già presenti, quindi il suolo non viene modificato in modo permanente.

Sono soluzioni abbastanza versatili, permettono di inclinare i pannelli nel modo corretto per prendere più sole possibile anche se il terreno non è perfettamente piano. E poi sono utili in terreni difficili da perforare o in contesti agricoli e industriali dove magari serve una struttura removibile. In poche parole è un buon compromesso tra stabilità, praticità e rispetto del terreno.